“Il ghiaccio si scioglie comunque”

(Un bar. Musica jazz in sottofondo, pochi clienti.
La porta si apre senza rumore e una figura appare, illuminata dalla luce che si diffonde lieve come un sospiro.
Si muove verso il bancone come un’ombra, e l’occhio attento del barista la nota subito.)

Barista
Sai che somigli a qualcuno?

(Lei non risponde. Si siede con una piccola smorfia di dolore.
Si sfila i guanti, lentamente.)

Barista
Ti ho vista in TV, in mezzo agli altri…
uno con un martello, uno col mantello e quell’altro… grosso e verde.
(sorride mentre le versa un whisky)
…non sembra un tipo socievole.

Natasha
(posizionandosi meglio sullo sgabello)
Dipende da quanto ha mangiato.

Barista
Anch’io divento intrattabile se salto la cena.

Natasha
(sorseggiando il liquore che brucia a contatto col labbro)
E da quante cose ha fatto a pezzi.
Ma lui è… un professionista.

Barista
(con tono quieto, osservandola meglio mentre asciuga un bicchiere)
Io le cose le distruggo solo quando non sono in servizio.

(Le porge un panno. Lei non si spaventa, non si scusa: è un taglio superficiale, ma recente.)

Barista
(più serio)
Questo non viene da un tagliacarte.

(Lei non risponde. Altro sorso.)

Barista
Serve qualcosa di forte.
Per disinfettare.
Dentro e fuori.

(Silenzio.
La musica gira su un solo accordo.
Lei appoggia il bicchiere. Lo guarda.)

Natasha
Questa città ha il potere di spegnere tutto.
Anche chi non si spegne mai — e invece dovrebbe — resiste, e poi alla fine cede con l’anima svuotata.

Barista
…ma i bicchieri, quelli si riempiono di nuovo.

(Un cellulare vibra. Lo schermo si illumina. Notifiche. Messaggi.
Natasha lo guarda, poi sospira e ride appena.)

Natasha
…sono loro. Sempre loro.
Il gruppo. Il mio gruppo.

Barista
Famiglia, amici… Fidanzato..?

Natasha
Due su tre. A rotazione.
Hai presente quando sei in un gruppo WhatsApp con un semidio nordico, un uomo di latta, uno che si arrabbia perché ha le dita troppo grandi per un telefono e diventa verde… e poi un supersoldato che ti chiama signorina anche quando ti spacchi le costole?

Barista
Immagino sia impegnativo.

Natasha
(scorrendo lo schermo)
Oh… Fury ha scritto.
Strano?

📲 Fury: “Ragazzi, sono davvero furioso. L’avete fatta grossa. L’ultimo che è uscito non ha chiuso la porta ed è scappato il gatto. Il MIO gatto. 🐈”

📲 Hawkeye: “Ma chi ha aggiunto Fury al gruppo?”

📲 Fury: “Pensate davvero che abbia bisogno di essere aggiunto?”

📲 Tony: “Fury, domani il gatto sarà nella sua cuccia. Così fanno i gatti.
E ti farò consegnare una cassa di scatolette al salmone e tartufo per farlo riprendere dalla passeggiata notturna.”

📲 Fury: “Stark, indossa l’armatura e vai a cercarlo.
Non hai idea di cosa riesce a mangiare quel gatto.”

Natasha
(ridacchia, poi scrive)
“Chi ha lasciato Banner senza snack e non vuole essere lanciato sulla Luna vada a cercare il gatto.”

(Appoggia il telefono e guarda il bicchiere.
Il ghiaccio è quasi sciolto.)

Barista
Sai… il ghiaccio si scioglie comunque.
Tanto vale che lo faccia in un buon whisky.

Natasha
Lo terrò a mente.

🎬 Fade out. Luci basse. Risate trattenute.
Una coppia poco lontano osserva la nuova arrivata di sottecchi, sussurrandosi qualcosa. Le loro mani si toccano.
Natasha cerca di ricordare quando è stato che qualcuno le ha stretto le mani così.
Forse mai.
E forse… non era nemmeno lei.

Il sipario resta aperto.
To be continued…